Ho citato questo post senza ancora pubblicarlo :P

Una volta un tale mi ha detto: "Io in Erasmus ero fidanzato con una vera artista".
Così gli ho domandato cosa significasse "una vera artista".
E lui mi ha risposto: "Una che faceva le mostre".
Ah...quindi questa è la discriminante :) Ma che...mostruosità dici?!?
Mi aspettavo qualcosa tipo: "Una che creava le cose con il cuore", "Una che racconta la propria anima, il proprio mondo"...non è che fare mostre sia sbagliato in sé, anzi...è la superficialità con cui viene classificato "l'artista" che mi lascia sempre un po' interdetta.
Recentemente parlavo con una cara amica di qualcosa di attinente. Le ho fatto vedere un disegno...ero stata molto contenta perché la persona per cui l'avevo fatto aveva apprezzato. Mi sono sentita felice, perché quando uno fa qualcosa con amore (sì, lo so che parlo sempre d'amore, lo so che ho rotto i cocomeri con questa parola, ok, ma il bello di un blog è che uno può blaterare quanto vuole di questa e altre amenità senza dar fastidio a nessuno), dicevo, quando uno fa qualcosa con amore (in senso lato, sempre in senso lato) e vede che quella piccola scintilla è arrivata a destinazione..bé...penso sia una delle sensazioni più belle.

Il biglietto vincente

Insomma, i casi.
Sempre che il caso esista...
Per me non esiste...
ma è un discorso filosofico...e fisicoquantistico...che ora non ha senso affrontare.
Più che altro, mi sto accorgendo di come la scelta che sembra sbagliata a volte sia quella giusta, e viceversa. E allora, tanto vale scegliere alla cieca...almeno in certe situazioni...affidandosi a Lassù.
L'altro giorno inveivo contro il sito di Trenitalia che mi aveva fatto perdere un biglietto economico (in realtà era colpa mia, che non avevo letto alcune cose, ma tanto Trenitalia fa tanti di quei casini che non la si accusa mai ingiustamente), e a malincuore ho dovuto acquistare quello a prezzo pieno. E invece...Su quel treno, nel mio stesso scompartimento, c'era una persona che per quanti vi sono entrati in contatto quel pomeriggio ha costituito una benedizione. Io forse sono stata fortunata ad incontrarla perchè è da tempo che ho il desiderio di tornare a coltivare una mia passione, e può darsi che grazie a questa persona vi possa riuscire.
Poi nello scompartimento è entrata una ragazza che si era appena lasciata col fidanzato e si è sfogata, fra racconti e lacrime, con noi perfetti sconosciuti. E sempre quella persona forse per me fortunata le ha detto l'unica cosa sensata che si possa dire a qualcuno in questi casi.
Sembrava messa lì apposta per noi. Incredibile.
Piccolo aneddoto meno trascendente...su quel treno c'era anche un mio cugino, figlio proprio dello zio che doveva venire a prendermi in stazione (i casi!).
Eh si, un viaggio che penso ricorderò a lungo.
E tutto per un biglietto che non volevo e non avrei dovuto acquistare.

Meglio non sapere

L'altra sera me ne stavo in giardino con alcuni parenti.
- Persona A: "Sai come sono fatti i marshmallow?"
 - Persona B: "Dai, che ora non glieli fai più mangiare!". E vabè a parte che non li mangio. Ma perchè non dovrei sapere come sono fatti solo per continuare (se lo facessi) a mangiarli? Meglio non sapere, basta continuare a fare le cose che facciamo, chissenefrega, è tutto più comodo.
Mi ha fatto riflettere molto. E' proprio come va il mondo. Meglio non sapere, ma continuare...

Come...

Com'è tardi stanotte

Crescere...

C'è chi pensa che crescere significhi fare esperienze "da adulti", diventare un po' più fatalisti, un po' meno idealisti, forse leggermente cinici. Per me crescere significa acquisire la saggezza dell'anziano, con l'innocenza e lo stupore del bambino.

Blinking lights and other revelations

Ieri ero in metro, mi son seduta accanto a un tale che sembrava scrivesse cose sconclusionate su un'agenda. In realtà sembrava anche lavorasse...poi in effetti lavorava...lui però sembrava un po'...stravagante.
E infatti dopo pochissimo che mi ero seduta accanto a lui, mi ha puntato la faccia verso la mia, anche se non me ne sono accorta subito. Poi, sentendomi osservata, l'ho guardato e mi ha detto: "Che begli occhi che hai, grandi, belli". Gli ho sorriso e la prima reazione dentro me è stata "sì, forse è un po' strano"....Lui si  subito rimesso a fare le sue cose.
Ma subito dopo ho pensato che siamo proprio sciocchi. Ci sembra anormale ciò che dovrebbe essere normalissimo: sorridere alle persone, dire loro che sono belle o una qualsiasi parola buona.
Ecco, ieri ho avuto una grande lezione di vera normalità.
Quando è arrivata la mia fermata, gli ho sorriso ancora e l'ho salutato. E in quel momento lui è stato una macchia di colore in un mare di facce grigie. :)

Punti di vista...

Ok la notizia non è freschissima ma non ho avuto tempo...
Quella della morte di Robert Edwards, inventore della fecondazione in vitro.
E' considerato un grande benefattore, il "padre" di milioni di bambini.
E della morte di milioni di altri.